• Sab. Ott 16th, 2021

Denaro Lettera

Massima occupazione con prezzi stabili, salari equi e debito sostenibile – In Costruzione

Gabrielli (Advisory Fondo Atomo): Tesla è a buon mercato, vi spiego perchè

Gianluca Gabrielli

A cavallo di fine anno si apre la stagione degli outlook e cosi anche la società di Advisory Komorebi Invest Suisse ha rilasciato il suo. La casa d’affari collabora fra l’altro alle scelte del Fondo Atomo Global Flexible, un bilanciato ad accumulazione di proventi. Gabrielli, assieme ad Alessandro Bortolotti e Giada Dazzini sono gli l’Advisory di questo fondo.

Ma partiamo da alcune idee forti proposte per il 2021: Azionario Americano sovrappesando specifici settori: Automotive elettrico, compreso batterie, Green Energy, Euro Dollaro visto, in salita fino a 1,3100 e non oltre ma nei prossimi 5 anni scendera’ sotto la parita’ contro euro.

Quanto al resto delle Asset Class, ad esempio Mercati azionari Emergenti, Europei e Oro dovrebbero sottoperformare. Per l’area del reddito fisso risultano interessanti invece i bond legati all’inflazione. Il petrolio per finire non è visto sopra i 60 dollari con invece un potenziale downside di lungo termine impressionante (15 dollari al barile tra 5 anni)

Fin qui l’elenco degli asset ma cerchiamo di entrare nel merito delle scelte.

Domanda. Gabrielli, i titoli legati alla crescita, quelli tech appaiono sopravvalutati, in ipercomprato. Il rapporto fra titoli tradizionali e innovativi sta raggiungendo i minimi del 2000 (vedi immagine 1), dove ci fu lo scoppio della bolla web, anche tenendo conto dell’S&P 500 nel suo complesso rende poco sotto l’1,50% come dividendo a fronte di un decennale Usa dell’1% circa. Come si fa quindi a suggerire ancora America e soprattutto Growth?

Risposta. Oggi siamo nel mezzo di una rivoluzione industriale che è simile come portata a quella che agli inizi del 900 trasformò l’occidente; rivoluzione molto piu’ potente di quella dell’avvento di internet. l’Automotive Elettrico, il 5G, le Bio proteine sono cambiamenti epocali. I settori citati sovraperformano di 10 20 volte una crescita del pil che probabilmente sarà modesta nei prossimi anni e questo perche’ questi settori sostituiranno completamente i settori e business tradizionali.

Immagine 1 – Rapporto Titoli Value Growth, fonte Bnp Paribas

D’accordo ma entriamo più nello specifico, come si fa a mettere in portafoglio un titolo come Tesla che ha fatto in poco più di 1 anno oltre il 2000%, non le pare leggermente caro?

Assolutamente no. L’anno scorso Tesla ha venduto poco meno di 500 mila autovetture, 10 volte piu’ di quante ne vendeva 4 anni prima. A questi prezzi il mercato stima che possa raggiungere il prossimo anno 850 mila e nei prossimi 5 anni 2,5 milioni. Secondo le mie stime, invece, Tesla arriverà a vendere piu’ 5 milioni di auto da qua a 5 anni, quando la penetrazione dell’elettrico potrebbe raggiungere il 40 – 50% del mercato (ossia 40 mln di veicoli). Date queste ipotesi Tesla potrebbe valere non meno di 1.600 dollari ad azione. L’ elettrico non è una questione ecologica ma economica. Una vettura elettrica riesce a percorrere fino a 1 milione di km, e consente di risparmiare piu’ del 50% sul costo del carburante (se si dispone di un impianto fotovoltaico il risparmio arriva al 90%). Siamo entrati nel mondo dell’elettronica : quello della meccanica è al crepuscolo.

Si stanno sottovalutando, poi, sempre in tema di automotive gli sviluppi della “guida autonoma”. Tra 5 anni la voce “costi di trasporto” per le famiglie potrebbe ridursi del 90% per effetto della condivisione di auto a guida autonoma.

Nel settore auto avremo lo stesso passaggio che nel 2007 è avvenuto nella telefonia, con brand che fra 4 – 5 anni saranno completamente sostituiti da altri. Motorola, Ericsson, Nokia qualcuno oggi ricorda che facevano cellulari ?

Come si traducono queste idee nelle scelte di portafoglio?

Dipende dalla volatilità che si è disposti ad accettare. Si possono scegliere titoli appartenenti a singoli settori (long only) oppure operando con una strategia long short (a spread). Lunghi di titoli dei settori automotive elettrico, 5G e Bio Food e corti di indici Europei Ftse Mib e perfino Dax.

Per chi è ancora più prudente si può pensare a un lungo America anche di S&P 500 ed un corto Europa.

Le strategie long only soffrono una volatilità più alta a fronte di rendimenti attesi più alti.

Perchè proprio Ftse Mib e perfino Dax?

Questi benchmark sono sovrappesati di business vecchi, tradizionali. L’Italia ha una forte componente bancaria ed energetica tradizionale e la Germania legata alla chimica, alla meccanica pesante e all’auto vecchio stile.

A proposito di Europa: il Recovery Plan punta sul Green, la Germania ha in maggioranza e in Parlamento un forte partito verde, la spinta Green potrebbe essere significativa anche dalle nostre parti, tutto questo non conta nulla?

Siamo partiti troppo in ritardo, ragionamento analogo vale anche per i paesi emergenti che sono sottopesati nell’outlook. I paesi emergenti devono fare i conti anche con quadri di instabilità politica o meglio stabilità spesso autoritarie, il mercato sta diventando sempre più sensibile a questi temi.

Ammettendo di essere d’accordo sulla sovra esposizione per gli Usa, lei ha dato come probabile target sull’euro dollaro 1,31, questo vuol dire che dai livelli in cui si scrive il biglietto verde potrebbe svalutarsi di un 7% e mangiarsi buona parte della performance del Tech Usa?

Il costo dell’Hedging sul cambio oggi è molto basso, 1%. Stimando in modo conservativo l’up side sui settori citati prima del 10%, vuol dire che rimarrebbe un 9%, una performance soddisfacente tenendo conto dei rischi contratti.

Molte case d’affari hanno target rialzisti sull’euro dollaro e prevedono una svalutazione, quindi, del biglietto verde ma la “musica” potrebbe essere cambiata negli Usa, difficile immaginare tweet di Biden 15 minuti prima della riunione della Fed e più in generale una pressione della Casa Bianca analoga a quella vista in questi anni?

Sono d’accordo, infatti, il target al rialzo è di corto respiro ed è di breve periodo sul lungo periodo la direzione prevista cambia. La Bce avrà un atteggiamento simile a quello della Fed, sarà dietro la curva non anticiperà, attenderà livelli di inflazione anche leggermente più alti del 2% giustificando l’idea che si tratta di sforamenti temporanei.

La sua previsione si fonda sul presupposto di un 2021 naturale prosecuzione del 2020 ma stiamo assistendo ad un rialzo del prezzo del petrolio che potrebbe portare con se inflazione, aumento delle aspettative di rialzo sui tassi e quindi recessione?

Coerentemente con uno scenario rialzista sul settore dell’auto elettrica non vedo spazi di upside per il petrolio consistenti, diciamo oltre 60 dollari al barile. Il mondo della combustione fossile va verso un lento declino, più orientato a vedere un ritorno nel tempo del barile a 15 dollari. La discesa della primavera del 2020 su livelli prossimi allo zero è stato solo un primo assaggio del mercato.

Il prezzo del petrolio è sceso anche grazie alla produzione del petrolio estratto dalla roccia, una tecnica produttiva che potrebbe essere disincentivata dalla nuova amministrazione americana?

Più che sulle tecniche estrattive mi soffermerei sullo scenario che è quello delineato : la fine da qua a 5 anni dell’ auto a combustibile fossile.

D’accordo Gabrielli, ci aggiorniamo a breve per capire se le cose stanno andando secondo le aspettative o se saranno necessari aggiustamenti

D’accordo. (riproduzione riservata)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *