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Denaro Lettera

Massima occupazione con prezzi stabili, salari equi e debito sostenibile – In Costruzione

Gabrielli (Atomo Global Flexible), la Bce non riuscirà a fermare il rialzo di breve di euro dollaro

Il Money Manager parla anche della trimestrale di Tesla

La Bce può fare molto poco contro l’ascesa dell’Euro. L’affermazione è di Gianluca Gabrielli uno degli Advisor del Fondo Atomo Global Flexible, un bilanciato ad accumulazione dei proventi che vanta anche una buona resilienza nelle fasi di discesa del mercato (volatilità 7,87% a 3 anni, Bloomberg Ticker ATOGFXI LX). Tornando all’affermazione nell’ultima settimana a margine della riunione della Banca Centrale Europea si è discusso molto dell’andamento di uno dei principali tassi di cambio. La Banca Centrale non ha mutato la sua posizione, nonostante l’esuberanza mostrata nell’ultimo mese e mezzo e le sue potenziali ripercussioni negative sulle esportazioni e sulla crescita del vecchio continente. L’Euro Dollaro ha sfiorato 1,23 50 (1,23 49) il 6 di gennaio, poi di li è venuto giù ma fermandosi nell’intorno di 1,20 50.

La posizione della Bce, come detto, è rimasta identica, “monitoriamo il tasso di cambio”, forse un pò poco per fermare questa ascesa. Secondo Gabrielli, al di là di questo considerazioni, il tasso di cambio euro dollaro si muove più sulla spinta della Fed che di quella della Bce. Nel dettaglio il mercato vanta aspettative ancora espansive sulla banca centrale americana, “la considera quasi con una capacità illimitata e considera gli Usa come un paese ad inflazione strutturalmente bassa”, ha sottolineato l’operatore sui mercati finanziari che tuttavia considera questa interpretazione sbagliata. “Secondo me”, ha aggiunto Gabrielli, “questa prospettiva è errata, tuttavia mai mettersi contro il mercato”. Il money manger ritiene che l’euro dollaro possa spingersi fino a 1,31 00 difficilmente per poi ritracciare su livelli anche importanti sul medio e lungo periodo.

Lo Spread Value Growth
Passando dal mercato valutario a quello azionario, Gabrielli ha nella sua Convinction List, Tesla e tutto il settore dell’auto elettrica, più in generale poi ritiene che il Growth Us possa sopraperformare rispetto al Value, in particolare di Europa ed Asia. Proprio in questa settimana però il mercato sta confermando delle figure di inversione rialzista nello Spread Value contro Growth (per esempio: Russel 2000 contro Nasdaq). Si tratta, quindi, di un cambio di scenario di medio periodo o sarà un rimbalzo destinato ad esaurirsi? “Sono portato a pensare che sia più probabile la seconda ipotesi”, ha detto Gabrielli, “interpretare un movimento epocale, secolare con un grafico, poi, può essere fuorviante, i movimenti in corso sono strutturali, non ciclici”.

I vecchi brand non possono competere con Tesla

A proposito di Tesla, questa è una settimana importante. La società automobilista pubblicherà infatti mercoledì a chiusura dei mercati la sua trimestrale. Come per Netflix occorre concentrarsi sulla capacità di produrre cassa, più che sull’andamento dei ricavi? “Può essere uno dei parametri di riferimento del mercato ma per quanto mi riguarda”, ha indicato l’operatore, “il dato più importante è quello della vendita di autoveicoli ed in particolare quali sono le prospettive per le vendite nei trimestri successivi visto che di quelli precedenti già si conosce molto”. Sempre a proposito di Tesla e dei conti in arrivo sia per il trimestre in corso che per quelli successivi, non teme che possa iniziare a farsi sentire la concorrenza dei marchi tradizionali? Oramai tutti le case stanno spingendo ibrido ed elettrico, una tendenza confermata anche dei recenti dai sulle immatricolazioni. “Produrre un’auto elettrica non vuol dire mettere una batteria al posto del motore”, ha specificato Gabrielli, “vuol dire avere una piattaforma di produzione completamente dedicata a questo tipo di lavorazione, per costruire soluzioni di questo tipo occorrono investimenti importanti che il mercato è più disposto a concedere a nuovi entranti rispetto ai marchi tradizionali”. Il ritorno dell’investimento in termini di performance è molto più promettente nel primo caso.

Lucid Motors, l’elettrico che piace ai Sauditi

I nuovi entranti aiuteranno a diffondere la cultura ed il mercato dell’auto elettrica, secondo l’operatore. Un esempio in questo senso è Lucid Motors, una start up americana entrata nelle attenzioni del Fondo Sovrano dell’Arabia Saudita. Secondo fonti di stampa, il Fondo che ha già una partecipazione vorrebbe ampliare gli investimenti per trasferire una parte della produzione proprio in paese saudita per servire l’intera area. Mercoledì, intanto concentriamoci sui numeri di Tesla. (riproduzione riservata)

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