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De Cillis (IG): su Game Stop condivido la scelta dei broker che hanno bloccato gli acquisti ad un certo punto. Può sembrare impopolare ma cerco di spiegare perchè

Fabio De Cillis, Responsabile Italia IG

Il responsabile parla anche delle prossime novità sui Turbo, presto arriveranno i nuovi sottostanti: azioni globali comprese quelle italiane

Nel quartier generale di uno dei primi intermediari italiani si respira aria di intenso lavoro ma anche di soddisfazione. La prima legata per aver vissuto in prima linea una delle settimane che rimarranno negli annali della finanza, la seconda per aver gestito un traffico sulle console oltre ogni minima previsione.

Eppure la vicenda Game Stop ha lasciato anche qualche strascico di polemica e dibattito fra i trader. Perchè i broker non ci hanno consentito di continuare a comprare il titolo Game Stop anche durante le ore di maggiore concitazione? Su questo e su altre questioni ha risposto il numero uno del broker inglese in Italia, Fabio De Cillis. Con lui abbiamo parlato della Brexit e del trading sui Turbo Certificate, un servizio lanciato alla fine del 2019 e sul quale IG sta puntando molto.

Allora De Cillis ad un certo punto gli intermediari hanno bloccato nuovi acquisti su Game Stop, qualcuno ha detto che si è trattato di una scelta sbagliata, perfino anti democratica?

Non credo, è stata una scelta corretta. Gli accessi avevano raggiunto dei picchi insostenibili che avrebbero messo in difficoltà l’operatività anche per altri clienti che non operavano su quei titoli. In questi anni IG ha costantemente potenziato l’infrastruttura tecnologica, che è da sempre uno dei punti di forza ma in questo caso la concentrazione di operatività su alcuni titoli è stata al di sopra di ogni previsione. Del resto IG ha tutto l’interesse a che l’attività sia ampia.

IG è un broker con una storia di quasi 50 anni, capisce che si è trovata di fronte a gestire situazioni analoghe a questa se non peggiori più volte, l’ultima è stato lo Short Squeeze su Volkswagen.. In quel caso a scatenare gli acquisti però fu Porsche, un grosso attore quindi, mentre in questo caso a sorprendere è stato il fatto che il movimento sia partito dai piccoli investitori retail seppure digitalmente ben organizzati. Una volatilità di questo tipo va gestita da trader molto esperti altrimenti il rischio di farsi male è molto alto.

Parliamo dei rischi dei broker, se i trader prendono posizione a leva ed il mercato si muove dall’altra parte, perdono più del margine ed a rimetterci è anche il broker.

La relazione è questa, tuttavia proprio per i prodotti offerti da Ig, l’investitore retail ha delle maggiori protezioni. Sui cfd è stata la stessa Esma (l’autorità di vigilanza europea ndr) a stabilire che non si può perdere in misura superiore alla disponibilità sul conto. Passando agli altri prodotti: Turbo e Barrier, non si può perdere oltre quanto impegnato nella singola operazione. Direi che il successo di questi prodotti, la loro forza dipende anche da questa qualità.

Per quanto riguarda le misure precauzionali, sui cfd abbiamo escluso la leva, vista l’elevata volatilità c’è sembrata una misura a tutela dei trader. Sui titoli coinvolti nella vicenda Game Stop si opera 1 a 1 come si dice in gergo tecnico. La situazione è monitorata costantemente, giorno per giorno, le misure sono destinate a rientrare appena la situazione si normalizzerà.

A proposito dei Turbo, li avete lanciati alla fine del 2019, sono decollati oppure no?

Siamo soddisfatti dei volumi che hanno espresso fin qui. Ci attendiamo un’ulteriore crescita, riteniamo che sia un prodotto che ha degli spazi molto importanti, ad esempio fra coloro che utilizzano i certificati a “leva fissa”. I Turbo non hanno compound effect, sono negoziabili 24 su 24, non si pagano commissioni, con il ko che non scatta quando il mercato regolamentato dove è negoziato il sottostante non scambia.

Visto che si tratta di un prodotto in crescita quali saranno le prossime novità?

Introdurremo nuovi sottostanti: nel dettaglio verranno lanciate le azioni, si partirà con le blue chip più importanti su scala globale, ovviamente ci saranno anche quelle tricolori.

Stiamo cercando di accompagnare la crescita del prodotto anche attraverso una serie di eventi, ce ne sono diversi settimanalmente, è sufficiente consultare il sito per conoscere tutti gli appuntamenti.

Un’ultima domanda sulla Brexit, molti intermediari inglesi sono ko, si tratta di grossi player, di fatto dal primo gennaio non possono più sollecitare la clientela tricolore?

IG si è mossa per tempo, siamo compliant al 100% con la vigilanza e la normativa europea, una garanzia per i nostri clienti. Un risultato ottenuto grazie all’apertura di una sede nel vecchio continente a Francoforte.

E Milano?

Francoforte più competitiva, ha concluso con un sorriso De Cillis. (riproduzione riservata)

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