• Ven. Dic 3rd, 2021

Denaro Lettera

Massima occupazione con prezzi stabili, salari equi e debito sostenibile – In Costruzione

Caro petrolio, Giappone valuta soluzione Usa sulle riserve

“Contro il caro benzina stiamo valutando di attingere petrolio dalle riserve strategiche, invece che comprarlo” così Fumio Kishida (Primo Ministro del Giappone)

Per il paese sarebbe la prima volta per motivi legati al caro prezzi.

In passato si è attinto alla riserve 5 volte, in tutti i casi per motivi di approvvigionamento:

  1. per disastri naturali (es. Tsunami, terremoti)
  2. crisi politiche estere internazionali (guerre del Golfo)

L’attuale legge giapponese sulle riserve, prevede un utilizzo solo in questi casi. L’idea è però di rilasciare le riserve in eccesso rispetto a quelle stabilite per legge.

In Giappone l’aumento dei prezzi della benzina: sta colpendo famiglie e imprese già a dura prova dalla crisi economica legata alla pandemia.

In attesa della decisione sulle riserve, il Governo ha approvato venerdì un programma di aiuti economici. Le misure di sostegno prevedono che superati certi livelli di prezzo, gli importatori ed i grossisti ricevano dei bonus.

Il 90% del petrolio acquistato dal Giappone arriva dal Medio Oriente. La riserve strategiche sono nate negli anni ’70.

Il Giappone, in quanto membro, dell’Aie (Agenzia Internazionale dell’Energia) ha obbligo di accumulare scorte per 90 giorni di consumi legati ad importazioni nette, i privati devono detenere scorte obbligatorie per 70 giorni, quindi in totale 160 giorni di autonomia come scorte.

Tuttavia, secondo le rilevazioni di settembre, il Giappone possiede scorte complessive per 242 giorni (145 dello Stato, 90 del settore privato e 7 detenute presso di magazzini dei paesi produttori).

Cosi gli Stati Uniti

Prima dell’ultima riunione dell’Opec gli Stati Uniti avevano chiesto un aumento della produzione per ridurre i prezzi ma l’appello era rimasto inascoltato. L’amministrazione americana si è mossa cosi su 2 fronti:

  1. Minacciare indagini sulle compagnie domestiche sull’aumento dei prezzi della benzina.
  2. Sollecitare altri paesi su un utilizzo coordinato delle riserve strategiche.

Le iniziative sembrano aver raggiunto in questa prima fase un parziale obiettivo. Il prezzo del petrolio è sceso di quasi il 12%, dopo aver toccato un massimo il 25 ottobre a 85,89 (cash). Ieri sul finire di settimana il minimo è stato di 75,79 dollari.

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