• Dom. Gen 23rd, 2022

Denaro Lettera

Finanza ed economia a cura di Giuseppe Di Vittorio

Italiani riducono i consumi a novembre

A novembre 2021 si stima un calo congiunturale per le vendite al dettaglio (-0,4% in termini nominali monetari e -0,6% in termini reali). Sono in diminuzione le vendite dei beni alimentari (-0,9% in valore e -1,2% in volume), mentre quelle dei beni non alimentari risultano pressoché stazionarie (0,0% in valore e -0,1% in volume).

Si tratta di capire, ora, a cosa sia dovuto questo calo, le variabili in campo sono: un aumento dei prezzi, il clima di incertezza, l’inizio della quarta ondata epidemica.

Vendite al Dettaglio in Italia nel mese di novembre

Il confronto con l’anno precedente

Nonostante il calo rispetto al mese precedente rispetto a 12 mesi fa (novembre 2021 su novembre 2020), le vendite sono aumentate. Un dato che risente delle chiusure di alcune di attività durante l’anno.

Nel dettaglio su base tendenziale (come si identifica in gergo tecnico il trend di lungo periodo) a novembre 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 12,5% in valore e dell’11,7% in volume rispetto a novembre. In particolare, sono le vendite dei beni non alimentari a crescere (+22,6% in valore e +21,9% in volume), mentre quelle dei beni alimentari registrano un contenuto aumento in valore (+0,5%) e diminuiscono addirittura in volume (-0,9%).

Ma quali sono su base tendenziale, cioè sempre con un confronto novembre 2021 novembre 2020 le categorie merceologiche che sono cresciute di più. In generale tra i beni non alimentari, si registra una crescita per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Dotazioni per l’informatica, comunicazione, telefonia (-0,9%). Gli aumenti maggiori riguardano, invece, Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+57,8%) e Abbigliamento e pellicceria (+51,8%), Giochi, giocattoli, sport e campeggio (+32,6%).

Per quanto riguarda il tipo di distribuzione a sorpresa su base tendenziale torna auge il piccolo negozio, le piccole superfici. Al di fuori del settore alimentare +22,5%, +30% la Grande Distribuzione non alimentare fa meno, invece, il commercio elettronico +6,6% che non aveva, però, subito una battuta d’arresto con i lockdown.

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