• Gio. Ott 6th, 2022

Denaro Lettera

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Negli Usa i supporti non reggono, si scende ancora in Us

Nelle ultime sedute della settimana tendono a rafforzarsi le tendenza della prima parte della settimana. E’ il teorema di Andrea Unger (operatore italiano con un passato da campione del mondo di trading), l’assioma ha trovato applicazione nelle 5 sedute che ci siamo lasciate alle spalle. Nel dettaglio l’S&P 500 ha perso l’1,89%, il Nasdaq ha lasciato sul campo il 2,72% ed infine il Russel ha chiuso in rosso dell’1,78%.

Le conseguenze tecniche e quantitative

Al di là dell’evidenze numeriche le sedute hanno numerose implicazioni tecnico quantitativo. Sotto il primo profilo, strettamente grafico, gli indici hanno “mollato” i principali supporti (4.490 per l’S&P 500 e l’area 14.177/5 per quanto riguarda il Nasdaq). Tecnicamente ora la prossima area di supporto è in area 4.295/300 per il principale indice americano, l’S&P 500. Ciclicamente siamo già alla terza settimana di chiusura negativa.

Lo stesso indice ha abbandonato la Media Mobile a 200 periodi, non accadeva da giugno 2020, periodo a ridosso dello scoppio della pandemia. La media rappresenta un livello di riferimento per molti gestori. Se l’indice dovesse chiudere gennaio su questi livelli, si tratterebbe del peggiore gennaio dalla crisi del 2008.

Dai massimi del 4 gennaio l’indice S&P 500 ha perso l’8,78%.

Le ragioni della discesa

C’è area di Risk Off sui mercati finanziari, il timore è che la Fed possa inasprire le condizioni finanziarie in un momento di debolezza dell’economia per via dell’aumento dell’inflazione e dei danni generati da Omicron. La pessima trimestrale di Netflix di ieri sera ha sicuramente contribuito a inquinare il sentiment e la prossima settimana sono attese numerose società tecnologiche alla prova dei bilanci.

Qualche riflessione sull’intraday

Il copione visto nei giorni precedenti si è ripetuto anche nell’ultima seduta della settimana. Gli indici hanno retto fino alla chiusura delle sessione europea, poi la discesa.

Il resto delle attività finanziarie

Il sentiment di avversione al rischio ha colpito nuovamente il Bitcoin. La Criptovalute ha perso il 10%, scendendo sotto quota 37.000. I tassi di interesse si sono “stretti”. Il 2 anni americano è ritornato sotto l’1% a 0,98%, poi in chiusura di seduta si è riportato al di sopra dell’unità. Il 10 anni è sotto l’1,75% nel corso della seduta per poi recuperare in chiusura a 1,76%. I massimi sono stati battuti sempre nel corso della settimana rispettivamente a 1,07% e 1,90%.

Il petrolio nonostante l’avversione al rischio ha mostrato qualche segno di debolezza solo nel corso della prima parte della giornata, la chiusura, invece, è stata tonica sui massimi della giornata con una chiusura positiva dello 0,37% sopra 85 dollari. Oro e rame -0,24% e -0,27%.

Tasso di interesse del 2 anni Governativo americano – Grafico: it.tradingview.com

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