• Gio. Ott 6th, 2022

Denaro Lettera

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Wall Street chiude in positivo, livelli di Fibonacci e supporti arginano la discesa

Reazione degli indici americani con l’S&P 500 che ha chiuso a +0,28%, il Nasdaq che rastrella un +0,63% ed il Russel, l’indice delle medie e piccole imprese in in progresso del 2,29%.

Nel dettaglio dell’S&P 500, l’indice ha frantumato nel corso della giornata i supporti in area 4.295/4.300 per poi recuperare dopo la chiusura dei mercati europei. Il principale benchmark a stelle strisce ha chiuso a 4.410. Nel caso di ulteriore discesa il prossimo supporto è a 4.265.

Lo stop alla discesa si è fermato anche su un importante livello tecnico, siamo infatti molto vicini al primo livello di ritracciamento di Fibonacci, considerando la salita dal 23 marzo 2020. Dai massimi di inizio anno l’indice ha perso oltre il 12%.

Per ora non ci sono segnali di inversione sul grafico giornaliero ma solo di rimbalzo, mentre è arrivato il primo timido segnale di ribaltamento della tendenza negativa sul chart orario.

I corsi risultano sotto la media mobile a 200 periodi che passa attualmente da 4.430. E’ la settimana passata è stata la peggiore da giugno 2020, anno di scoppio della pandemia.

Le ragioni della debolezza

A pesare sulla giornata sono state le notizie sul fronte geopolitico, con la tensione fra occidente, con in testa gli Stati Uniti e Russia sulla vicenda Ucraina. Il sentiment era stato già appesantito dai preliminari dell’indice dei direttori degli acquisti, uno degli indicatori macroeconomici più affidabili. L’indice generale e quello servizi si sono portati a ridosso di quota 50 (50,8 e 50,9), soglia che funge da spartiacque fra espansione e recessione. I valori precedenti erano molto più alti, 57 e 57,6. I Pmi hanno risentito della diffusione della variante Omicron.

L’attenzione ora si sposta sulla riunione della Federal Reserve di mercoledì. Si tratta di capire se la Banca Centrale sarà aggressiva o se nuovamente accomodante dopo la discesa dei mercati azionari, l’indebolimento del quadro macro e i rischi geopolitici. Qualcuno ha iniziato a liquidare le posizioni ribassiste in forte guadagno negli ultimi giorni, consentendo il recupero degli indici.

Il quadro intermarket

I rendimenti dei titoli governativi a 2 e 10 anni risultano contrastati. Il 2 anni nel corso della giornata è sceso sotto lo 0,95% per chiudere poi in ascesa a 0,96% mentre il 10 anni si è appoggiato sull’1,70% reagendo fino a 1,77%. I massimi del 19 gennaio sono stati battuti rispettivamente a 1,07% e 1,90%.

Bitcoin perde nel corso della giornata quota 33.000 poi recupera sul finale della sessione Us correlato positivamente con gli indici azionari, in area 37.000.

Petrolio in flessione dell’1,27% sotto 85 a 84,32 e oro a +0,25% a 1.842. Il dollaro si è apprezzato su tutti i principali tassi di cambio intorno al +0,27%, euro dollaro ha chiuso la sessione Us a 1,13 24.

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