• Gio. Ott 6th, 2022

Denaro Lettera

Blog di Finanza, Economia, Pubblica Amministrazione, Melegnano e Giambellino

La Fed diventa più aggressiva, teme i disagi legati all’aumento dei prezzi

Il Governatore della Fed è notevolmente più chiaro rispetto ai precedenti Meeting, la Fed ha ora una visione nitida di quello che vuole fare senza retorica e ambiguità: combattere l’inflazione con una politica monetaria restrittiva. Due sono ancora i punti da chiarire: quando partirà il restringimento del bilancio, che vuol dire il drenaggio delle banconote emesse fin qui (la moneta è un debito per la Banca Centrale) e quanti rialzi dei tassi ci saranno nel corso del 2022. Sul punto Powell dice che molti stimano 3 rialzi dei tassi, qualcuno ne prevede di più (Jp Morgan e Goldman 6 o 7) ma non se la sente di spingersi in previsioni soprattutto all’inizio dell’anno. Tornando sul bilancio come detto non è stata indicata la data e l’entità del contenimento ma sulle dimensioni attuali ci sono certezze: è troppo grosso rispetto alle condizioni attuali dell’economia e al livello di inflazione.

Il tema inflazione

Poi aggiunge un elemento in più a proposito dell’inflazione, molto probabilmente la stima per fine anno sarà alzata nelle previsioni rilasciate a marzo rispetto a quelle di dicembre 2021. Un orientamento, spiega Powell, confermato anche da altri istituti. Il Governatore per fugare ogni dubbio a proposito della politica che intende intraprendere avverte: le attuali condizioni sono diverse da quelle del 2015 quando partì un altro ciclo al rialzo dei tassi. Al momento l’inflazione è più alta e l’economia è più robusta. Un’indicazione implicita di quello che può essere il ritmo dei rialzi, sicuramente più veloce di quello del 2015.

Sempre sull’inflazione, ritiene che andrà giù ma rimarrà alta più a lungo rispetto alle aspettative di qualche mese fa. La responsabilità dei livello cosi alto in parte va sempre attribuita ai famosi “colli di bottiglia”, cioè l’offerta che non riesce a stare la passo della domanda. L’esempio che tutti comprendono sul tema è quello dei pc, in molti con Dad e Smart Working hanno comprato un computer, troppa domanda rispetto a quello che si può produrre e cosi il prezzo sale. Per Powell però la responsabilità dei colli di bottiglia va ricondotta alle chiusure forzate delle fabbriche cinesi legate anche a pochi contagi che ci sono in quel paese, insomma alla politica sanitaria cinese molto rigida sul tema. Il problema dell’inflazione potrebbe spingersi fino al 2023 anche se non con le attuali dimensioni e ad ogni modo ribadisce che occorre intervenire prima.

Commento del giornalista

Ma a cosa è dovuta questa accelerazione nella politica monetaria restrittiva? Evidentemente si teme la reazione del ceto medio e basso, colpito duramente dall’aumento dei prezzi (+7% in un anno), per le imprese è andato ancora peggio con aumento dei prezzi alla produzione quasi a doppia cifra. La Fed non vuole rischiare di fallire in uno dei suoi mandati principali, garantire la stabilità dei prezzi. L’occupazione infatti si è infatti portata a dicembre (3,9%) al di sotto di quella che viene considerata una soglia psicologica (4%), anche dalle nostre parti qualcosa si sta muovendo su questo fronte soprattutto sui rincari delle bollette.

I rischi di sbagliare politica

ok il ceto medio, ma quelli che fin qui nel mercato del lavoro non ci sono entrati, i poverissimi? A loro i tassi di interesse bassi farebbero comodo, magari la disoccupazione scende ulteriormente, sul punto Powell dribla o non comprende la domanda della giornalista e preferisce riferirsi a chi un reddito ce l’ha anche se basso ed è stato duramente colpito dall’ascesa dei prezzi.

Fin qui la politica monetaria e la visione dell’inflazione ma i rischi li avete valutati? chiede qualcuno. Se scoppiano i mercati finanziari, in particolare quelli azionari per via dell’aumento dei tassi di interesse o le Cripto? C’è liquidità abbondante, ha risposto il numero uno della Federal Reserve, lo dimostrano le recenti trimestrali delle banche, il rischio non esiste. E se l’inflazione dovesse ridursi da sola per via di un indebolimento del ciclo economico? Omicron e rischi geopolitici avranno un impatto negativo sull’economia, non c’è dubbio per Powell ma evidentemente non tali da determinare un arretramento spontaneo dell’inflazione.

No Comment, infine, sul trading di alcuni membri della Fed sotto attenzione dei Comitati di Controllo.

La pendenza della curva dei tassi ed il Powell pensiero

Una conferenza stampa chiara nella comunicazione dove invece è sembrato un po’ in difficoltà, Powell, è sulla domanda sulla Pendenza della Curva dei Tassi. Una giornalista gli chiede se non è preoccupato sul tema, quando la Curva arriva a 0 dopo 6 mesi solitamente arriva una recessione. La curva dei tassi si sta appiattendo da aprile del 2021, ed ora lo spread 10 – 2 anni è sui minimi 71 punti, sui massimi era a 160. Powell dice che non “esiste un legge” ma che comunque monitora questo strumento informativo. Se lo dice lui che è avvocato.

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