• Sab. Mag 28th, 2022

Denaro Lettera

Finanza ed economia a cura di Giuseppe Di Vittorio

Pimco, ecco quanti rialzi tassi nel 2022 e dove arriveremo a fine ciclo

I tassi di interesse saranno alzati a marzo, dallo 0 allo 0,25% nel loro limite minimo, dando il via, secondo Pimco, a una serie di quattro rialzi nel 2022. Sebbene la traiettoria dei tassi a breve termine battuti dal mercato indichi un aumento più rapido e tempestivo in risposta ai rischi inflazionistici, per Pimco si arriverà alla fine del ciclo rialzista dei tassi ad un livello pari al 2,25% – 2,50% (9 rialzi da 0,25%). Si tratta dello stesso livello raggiunto nel 2018 o forse si toccheranno livelli leggermente più bassi.

La Fed ha ribadito le recenti indicazioni date a dicembre anche nella riunione di gennaio: variazione della politica monetaria da accomodante a restrittiva. Un’inflazione ancora ben al di sopra dell’obiettivo della Federal Reserve (2%) e il tasso di disoccupazione ora al di sotto delle stime per il livello massimo di lungo periodo (4%) hanno indotto questo cambiamento. I prezzi stanno crescendo al ritmo del 7% l’anno e la disoccupazione è al 3,9% in base alle rilevazioni di dicembre.

Nel frattempo, i funzionari della Fed hanno segnalato un inizio anticipato della riduzione del bilancio della banca centrale (un processo noto come quantitative tightening o QT) pubblicando una lista di principi di politica di bilancio, che ha fornito alcune informazioni generali sul piano della Fed per una significativa riduzione degli asset detenuti. “Ci aspettiamo che inizi verso la metà dell’anno (dopo la fine degli acquisti di asset all’inizio di marzo), quando il tasso dei Fed funds dovrebbe essere sopra lo 0,5%”, ha spiegato Tiffany Wilding, Senior Ecomist America Settentrionale di Pimco.

La forte ripresa del mercato del lavoro e le conseguenti pressioni sui salari sono stati probabilmente fattori decisivi nella scelta di “abbracciare” una politica monetaria restrittiva, nonostante quest’anno ci si aspetta che i livelli d’inflazione si moderino.

“È probabile che il rialzo dei tassi di marzo dia il via a una sequenza di rialzi trimestrali e all’inizio del QT più avanti nell’anno”, hanno ribadito da Pimco.

Improbabile un primo rialzo di 50 punti base

Il presidente Powell non ha lasciato intendere che un aumento dei tassi di 50 punti base sia probabile a marzo (anche se non lo ha nemmeno escluso). “Sostenendo che l’inflazione dovrebbe moderarsi nei prossimi trimestri, ha ridotto probabilmente la necessità di un brusco adeguamento alla riunione di marzo”, ha analizzato la Wilding.

Tuttavia, il presidente Powell ha ribadito che il FOMC sarà abbastanza attento al rischio che il processo inflazionistico si stia spostando al rialzo, qualcosa che tende ad accadere quando si genera una spirale inflazionistica, gli aumenti salariali portano a maggiori aumenti dei prezzi, che portano ad ulteriori aumenti salariali, e così via. “Nonostante le pressioni salariali aggregate abbiano subito un’accelerazione a causa dell’irrigidimento del mercato del lavoro, l’evidenza suggerisce ancora che il livello attualmente elevato dell’inflazione primaria si ridurrà man mano che le frizioni legate alla pandemia nei mercati del lavoro e dei prodotti si modereranno nel tempo”, hanno concluso da Pimco.

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