• Gio. Ott 6th, 2022

Denaro Lettera

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Il settore Servizi molla a gennaio, pesa Omicron

L’Indice Markit Pmi dell’Attività Terziaria in Italia è sceso a gennaio a 48.5 da 53.0 di dicembre, segnalando la prima contrazione della produzione dei servizi da aprile scorso. Il dato è stato inferiore anche a quanto si attendevano gli analisti, 50. Un indicatore sotto 50 evoca una contrazione del settore.

Si tratta di uno degli indicatori anticipatori del ciclo economico più affidabili. La negatività sembra alimentata “dalle nuove restrizioni introdotte per frenare la diffusione della variante Omicron”, hanno spiegato da Markit.

Commento giornalistico

In realtà in Italia abbiamo assistito ad una sorta di lockdown indiretto, non ci sono state particolari restrizioni ma le regole su: quarantena, auto sorveglianza, didattica a distanza hanno di fatto rallentato tutta l’attività economica soprattutto sul fronte dei servizi.

L’indice composito che tiene insieme Manifattura e Servizi, si è fermato poco sopra la soglia neutrale a 50,1, in contrazione anche questo rispetto al dato precedente, 54,7, gli analisti si attendevano 55,1.

Il trimestre quindi potrebbe essere ancora salvo in termini di crescita se ci sarà un recupero a febbraio e marzo, nel settore servizi con la tenuta dell’industria (la manifattura). Al momento le curve epidemiologiche e di carico sulle strutture sanitarie sembrano ben impostate e non dovrebbero avere ulteriori impatti sulla crescita. Diverso è il fronte dell’inflazione dove va ancora quantificato l’impatto sui consumi.

Relazione fra Pmi Assemblato (Servizi e Manifattura) e Prodotto Interno Lordo

Ordini e domanda

Tornando al dato del Pmi di oggi, Markit spiega che segni di resilienza si sono tuttavia avuti nella domanda domestica, mentre quella estera è diminuita per il secondo mese consecutivo al tasso più severo da gennaio dello scorso anno.

Il flusso dei nuovi ordini ricevuti dalle aziende terziarie italiane è diminuito per la prima volta in nove mesi, Sia la produzione che i nuovi ordini hanno indicato la prima contrazione da aprile scorso. Il tasso di accumulo di ordini in giacenza, però, è sceso ai minimi in tre mesi.

Così i prezzi

Le pressioni inflazionistiche sono rimaste forti, anche se il tasso di incremento dei prezzi si è ulteriormente attenuato rispetto al picco di novembre. A pesare sull’inflazione è in particolare la dinamica dell’aumento del costo del carburante, dei materiali, del trasporto, dei salari e più in generale dell’energia. I listini del settore terziario sono di conseguenza aumentati per il quarto mese consecutivo e in modo elevato. Le aziende intervistate hanno collegato l’aumento agli sforzi fatti per mantenere i loro margini di utile.

e l’occupazione

Il livello occupazionale di gennaio, infine, è aumentato per il nono mese consecutivo.

Sebbene le aziende siano rimaste nel complesso ottimiste, il livello di positività è sceso ai minimi in 12 mesi, e quelle che hanno mostrato fiducia, l’hanno collegata alla speranza di un forte rilancio economico e al miglioramento della domanda grazie all’attenuamento dei problemi legati al Covid-19.

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