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Denaro Lettera

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In Borsa 15 nuovi Etp a Leva sulle azioni

DiGiuseppe Di Vittorio

Feb 16, 2022 ,

Pronti, partenza, via: un nuovo emittente di Etp sbarca a Piazza Affari si tratta di Leverage Shares. La società è americana ma ha una sede a Dublino per poter offrire prodotti ai cittadini europei. Della titologia di prodotto collocata si è già detto, Etp, ovvero prodotti che replicano qualcosa, sulle caratteristiche invece ci si può arrivare anche da soli, “Leverage” vuol dire leva in inglese e Sahres azione. Nella sostanza comprando questi Etp si riesce ad avere un’esposizione a leva (3 volte il capitale eventualmente disponibile sul conto) sulle azioni.

Cosi le specifiche: sottostanti e leva

Partiamo dal prodotto, poi magari vediamo di capire qualcosa di più dell’emittente. In totale i prodotti quotati sul mercato italiano saranno 15, tutti quotati in America con una buona volatilità storica, 14 al rialzo (Leva Long) e 1 al ribasso (Leva Short). L’unico titolo che si può cavalcare al ribasso è Tesla, del colosso automobilistico esiste anche la versione Long. Oltre Tesla sempre per il settore dei veicoli elettrici come sottostante è coperta la cinese Nio. Entrando più nel vivo dei settori ci sono 3 colossi del commercio elettronico: Amazon, Baidu e Alibaba. Il gigante delle schede grafiche Nvidia, l’operatore dei pagamenti virtuali Paypal, Facebook, Google, Microsoft, Apple e poi anche qualche chicca come “Moderna”, società balzata agli onori della cronaca per la produzione di vaccini, l’azienda attiva in analisi dei Big Data, Palantir e per finire una corporate attiva nel settore delle cripto come Coinbase. Si tratta ovviamente di una prima lista di prodotti di partenza altri ne dovrebbero seguire.

La leva disponibile è 3.

La liquidità sul mercato (la possibilità di vendere e comprare continuativamente tranne in circostanze eccezionali e temporanee) è garantita da un primario player sul mercato, Bnp Paribas, attivo su moltissimi altri prodotti.

La commissioni di gestione annuale è pari allo 0,75%, ovviamente viene ripartita giornalmente sui prodotti per evitare penalizzazioni su chi detiene il prodotto per un periodo di tempo breve.

Nel corso della chiacchierata con la stampa è emerso il classico problema dell’effetto compounding, che può dare qualche disallineamento fra performance del sottostante e quella dell’etp se il primo si muove in laterale.

La tassazione delle plusvalenza sarà ovviamente al 26%.

Chi è l’emittente

Fondata nel 2017 da un gruppo di operatori con un’esperienza del settore degli investimenti passivi negli Usa e in Europa, Leverage Shares emette prodotti con sottostanti non solo singole azioni ma anche indici tematici e sottoriali. Negli altri paesi sono quotati prodotti con leva 2 e 5. Attualmente Leverage Shares conta su 145 Etp a replica fisica quotati sulle piazze estere (Londra e Parigi), Nel corso del mese di gennaio, il turnover totale dei prodotti di Leverage Shares su Lse e Euronext è stato di quasi 400 milioni di dollari e l’ETP a leva long 3x su Tesla è risultato il secondo per numero di scambi a Londra. Per quanto riguarda l’Italia, Leverage Shares è il 31° emittente sul mercato dell’Etf Plus.

Responsabile dello sviluppo sull’Italia è Piero Guseo, dal 2019 (3 anni) in Leverage Shares, un passato come Private Banker in Fideuram, il cv quindi dovrebbe consentire un’ottima conoscenza del segmento dei Consulenti Finanziari.

Analisi di marketing strategico

La missione di Leverage Shares non sarà semplice. L’offerta di prodotti a leva sulle azioni è in Italia inflazionata e datata (oltre 15 anni). Ci sono: cfd, future, turbo, azioni offerte a margine da parte dei principali broker italiani più accreditati. Per chi li conosce bene ognuno di questi prodotti ha i suoi pregi ed i suoi difetti. Ed è ovviamente sui difetti dei competitor che si giocherà la partita Leverage Shares, la partenza è ben strutturata visto che il responsabile italiano si è presentato ieri alla stampa con una bella tabella comparativa dei prodotti.

Qualche spazio può essere ricercato, per esempio, fra gli investitori attivi e gli swing trader (operatori che lavorano su operazioni su più giorni) che non vogliono pagare canoni di accesso ai mercati esteri.

I prodotti attualmente negoziati in Italia quasi tutti long, 14 su 15, se il mercato dovesse intraprendere un trend ribassista di medio periodo ci sarebbe qualche difficoltà in più.

La società punta come “seller point” sulla replica fisica, vuol dire che con i soldi investiti vengono acquistati direttamente i titoli, negli altri casi non è sempre cosi, si opera con contratti derivati atipici. A questo proposito, Guseo ha ricordato che i dividendi vengono reinvestiti. L’argomentazione è buona ma per “palati” molto fini. Un argomento forte ci sarebbe, la società all’estero offre prodotti con sottante l’Ark Invest, quello gestito da Catherine Wood per intenderci, un prodotto che espone a società tech con un’esposizione a settori molto volatili ma per ora per “picchiare” al rialzo o al ribasso su Arky occorre aspettare, ha concluso il Responsabile per l’Italia.

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