• Gio. Ott 6th, 2022

Denaro Lettera

Blog di Finanza, Economia, Pubblica Amministrazione, Melegnano e Giambellino

Trading: perdita fisiologica e naturale ma ci sono i modi per guadagnare

Ci sono delle leggi matematiche e psicologiche che ci impediscono di guadagnare nel trading, non tutti tuttavia bruciano i loro conti, come fanno? Dottrina e pratica hanno trovato il modo di sovvertire a queste leggi naturali, serve però anche un’attitudine personale.

Ma andiamo per gradi e cerchiamo di dimostrare la prima tesi. Perché la perdita è fisiologica, imprescindibile, inevitabile nell’attività di negoziazione intensa sui mercati finanziari, qual’è il trading.


Partiamo innanzitutto con una definizione, cosa si intende per trading: si tratta di molte operazioni ravvicinate nel tempo sui mercati finanziari di un qualsiasi strumento finanziario (azione, obbligazione, titolo di stato, certificato, future, etc). In molti si chiederanno a questo punto quanto devono essere ravvicinate le operazioni nel tempo per essere ricondotte alle attività di trading. Sicuramente una o due operazioni all’anno non possono essere considerate attività di trading mentre già un’attività superiore a questa può farci ricadere nel trading. L’investimento, fatto con pochissime operazioni su uno strumento, è una cosa ben diversa dall’attività di trading. L’investimento prevede una riallocazione degli strumenti finanziari con una o due operazione all’anno e non prevede di incappare in questo esito infausto, almeno sotto il profilo matematico, in quel caso la perdita può derivare da scarse conoscenze dell’economia.

Ma sgombriamo il campo, chi opera all’interno di una settimana o addirittura apre e chiude un’operazione all’interno di una giornata sicuramente rientra nel trading.

La disonestà del gioco

Ora una volta acquisita la definizione possiamo passare alla legge matematica che ci impedisce di guadagnare.

Il trading è un’attività “disonesta matematicamente” si dice in gergo tecnico, intendendosi per questa qualsiasi “gioco” che non ci restituisce in caso di vincita il rischio che abbiamo contratto per parteciparvi. Nella sostanza rischiamo molto di più di quello che possiamo guadagnare e cosi il tutto nel medio periodo non sta in piedi matematicamente parlando. Attenzione perché questa regola vale anche nella vita.

Cerchiamo di essere più chiari: se io compro il titolo il primo gennaio e lo rivendo il 2 gennaio, questo titolo può aver fatto 3 cose il 2 gennaio. E’ salito come prezzo ed io ho guadagnato e vinto la mia “scommessa”, è rimasto sullo stesso prezzo, un evento per me neutrale, è sceso, in questo caso ho perso la mia scommessa.

La mia probabilità di vincere è pari quindi 1 su 3, il 33%. Difficilmente però il banco, la Borsa mi da il 33% di guadagno, perché scattano altre leggi empiriche e psicologiche di cui si dirà più avanti, non abbiate fretta. Quindi ho preso un rischio che è molto più alto di quello che è il potenziale guadagno, se va bene il 1-2%, questo è quello che fa un titolo in media in 2,3 giorni, in assenza di cause particolari.

Il tema è che se ripeto questa attività centinaia, migliaia di volte quindi tradotto empiricamente faccio tantissime operazioni per un’altra legge matematica (detta dei grandi numeri) il numero delle volte in qui riuscirò a vincere sarà proporzionato alla mia probabilità su un singolo evento. Tradotto in termini più pratici, se io faccio 100 operazioni, quasi sicuramente 33 volte sarò vincitore o un numero molto vicino a questo, 66 volte perdente, questo perché la mia probabilità di vincere è pari al 33%. Non ci credete? Provate a lanciare una monetina 100 volte, la probabilità che esca testa è pari al 50%, su questo siamo tutti d’accordo, quindi grosso modo uscirà testa un numero di volte molto vicino a 50, tipo 48, 49, 45 magari 40 ma non meno.

Ora ma se io ho il 33% di probabilità di vincere ma tu mercato mi dai 1-2% ogni volta che vinco sei “disonesto” matematicamente parlando.

E’ tutto chiaro? Forse no e allora cerchiamo di farlo capire meglio con le palline. Metto in una cesta 10 palline, 7 nere e 3 bianche. Devi pescare nella cesta, si punta 1 euro, se esce bianca ti pago 3 centesimi, se esce nera perdi i tuoi soldi, 1 euro. Se perdi, perdi 1 euro, se vinci ti pago 3 centesimi, 0,03 euro. Chi farebbe questo gioco? Questo sono i mercati finanziari per i non professionisti o i trader “improvvisati”. A pensare che c’è qualcuno che lo pratica!

Sapete come andrà a finire se inizi a giocare a questo gioco delle palline, dopo 3 tentativi e molto probabile che perderai il tuo euro se non l’avrai perso già prima.

I Casinò, le Compagnie di Assicurazione, le Agenzie di Scommesse hanno modelli di business basati tutti sulla legge dei grandi numeri, questo non vuol dire però che è sbagliato assicurarsi o passare una bella serata in una sala da gioco senza farsi male, una però, se vai sempre sei destinato a perdere. Riepilogando la legge dei grandi numeri dice che: “al crescere delle prove, il verificarsi di un evento tende ad uguagliare la sua probabilità”

P = Lim per n che tende a infinito, del rapporto fra la Sommatoria n che va da 1 a n di X con i e n = proprio a p,

Dove P è la probabilità, n le ripetizioni dell’evento, X con i l’evento

Alcuni operatori sui mercati finanziari sono così sicuri del funzionamento di questa regola, che quando voi operate, fate “trading”, diventano la vostra controparte, che cosa vuol dire? che quando voi vendete sono loro che comprano da voi, quando voi comprate sono loro che vi vendono quello che volete, sono dei Dealer si dice in gergo tecnico. Dall’uso delle Demo che fate sanno se voi siete improvvisati o professionisti nel primo caso faranno da banco e si incasseranno tutte le vostre perdite. Per capire se siete davanti a un Dealer è sufficiente andare sul sito della Consob e controllare nella autorizzazioni che hanno, può essere un primo passo ma non è detto che sia cosi, magari potete chiedere direttamente a chi vi chiede di aprire un conto.

Deve andare per forza così? No assolutamente, c’è il modo per ribaltare le cosa, ma lo vedremo la prossima puntata. (riproduzione ultra riservata, tutte le azioni per il recupero del diritto d’autore verranno intraprese)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *